venerdì 29 aprile 2011

INTERVISTA con Gabriele Cacciatori

  

La casa editrice per bambini
Il gioco di leggere



                          Gabriele Cacciatori

Se leggere non è un compito ma un gioco
di Iole Natoli
L’editoria per l’infanzia è un settore scarsamente ospitato nelle pagine di quotidiani e riviste, che dedicano molto spazio alla letteratura per adulti e pochissimo a quella per bambini, dimenticando che i piccoli lettori di oggi saranno i lettori adulti di domani. Si tralascia di considerare, peraltro, che degli adulti fanno anche parte genitori interessati alla scelta e all’acquisto di libri per i loro figli, soggetti che trarrebbero dunque un vantaggio dall’esistenza di un’informazione specifica sui prodotti librari per bambini. C’è infine un ulteriore aspetto, che viene scarsamente valutato: i libri per l’infanzia sono spesso delle ghiotte opere d’arte sul piano prettamente illustrativo, tali da produrre godimento visivo anche agli adulti dotati di una qualche sensibilità estetica.

Leggere è senz’altro un fattore educativo. Se poi leggere si traduce in divertimento… oplà, è automatico definirlo anche un gioco. Non a caso Il gioco di leggere è il nome voluto per la sua casa editrice dall’editore Gabriele Cacciatori, cui rivolgiamo una serie di domande.

Quando e in che modo nasce la sua casa editrice per bambini?
Prende l’avvio nel 2005. Dopo circa un anno di lavoro - i tempi editoriali sono molto lunghi - escono i primi libri: “Nel mondo di Babbo Natale” e “L'antico libro degli gnomi”, entrambi dell'autore e illustratore finlandese Mauri Kunnas, che, vantando più di sei milioni di libri venduti nel mondo, è stato ed è la colonna portante del nostro progetto.
Probabilmente, se la finlandese Otava, editrice di Kunnas, non mi avesse concesso i diritti di traduzione per l'Italia di questo suo importantissimo autore, non me la sarei sentita di aprire “Il gioco di leggere”.
Un’avventura tentata da solo, o con soci, collaboratori e dipendenti?
Inizialmente e fino a non molto tempo fa ho lavorato da solo, riuscendo a pubblicare una decina di titoli all'anno, molti dei quali scritti e illustrati dai più famosi autori per bambini: Astrid Lindgren, creatrice di Pippi Calzelunghe, Tomi Ungerer, Annie Schmidt e altri, accanto al già citato Kunnas.
Cosa rendeva specifico il progetto editoriale all’inizio e che cosa lo rende tale adesso, sempre che sia intervenuta una qualche variazione?
Dal 2006 al 2009 abbiamo pubblicato solo libri stranieri, da noi tradotti in italiano. Questo ci ha consentito di formarci un catalogo di peso e di accreditarci come editori presso i librai e gli addetti ai lavori. Da alcuni anni, invece, abbiamo iniziato a pubblicare anche libri inediti di autori e illustratori italiani.
Le sue collane ospitano non pochi testi di autori nordeuropei. Perché questa scelta?
Vede, la buona partenza, consistente nell’essermi assicurato i diritti dei libri del finlandese Kunnas, conosciuto su scala mondiale e con un catalogo davvero sterminato, mi forniva concretamente una base su cui poggiare e dalla quale salpare e… beh, dato che mi trovavo in Finlandia, ho iniziato a guardarmi intorno. In Scandinavia la tradizione della letteratura per l'infanzia è molto forte. Di conseguenza, ovunque guardassi trovavo degli ottimi libri. Poi, però, Il gioco di leggere ha pubblicato anche molti titoli provenienti da altri paesi: Olanda, Svizzera, Francia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna.
A quali fasce d’età si rivolge “Il gioco di leggere” e con quali collane?
La fascia è quella che va dai 2-3 anni fino agli 8-9. Non apponiamo mai sui nostri libri un'indicazione precisa in tal senso, perché ognuno dev'essere libero di scegliere quel che più gli piace, senza sentirsi vincolato da gabbie d’età o di genere. Pensi che, benché già li conosca, alcuni dei nostri libri li leggo e rileggo anch'io una volta stampati, perché mi piacciono!
D’accordo. Tuttavia alcune collane esistono e anche talune etichette. Quali sono i criteri che contraddistinguono queste suddivisioni?
“I classici moderni per bambini” è la nostra prima collana, dedicata ad autori stranieri, che hanno creato questi libri nella seconda metà del novecento e che, già a distanza di qualche decina di anni, possono a buon diritto essere definiti classici. D'altronde, basta guardare le sfilze di premi che sono stati loro assegnati e i milioni di copie vendute nel mondo, per definirli tali. Noi, poi, specifichiamo sempre sul retro di copertina dei volumi di questo nostro filone narrativo le informazioni sul singolo autore e sul singolo libro; quindi, cerchiamo di fare anche un po' di storia della letteratura per bambini.
L'altra collana, più recente, si chiama “Libricuoriefiori”. Si tratta, come le dicevo, non più di traduzioni, bensì di albi nuovi, scritti e illustrati da autori italiani. Sono storie che raccontano di un tema secondo me molto importante: di sentimenti e stati d'animo. Questa linea guida della collana sta però sottotraccia. I Libricuoriefiori non sono testi che vogliono insegnare i sentimenti, sono solo libri che contengono storie che in qualche modo vanno a raccontare anche sentimenti e stati d'animo. Insomma, noi non insegniamo: raccontiamo storie.
Infine, al di fuori delle collane strutturate, pubblichiamo anche singoli titoli come il poetico “Mr. Pym” o il surreale “Zloty”, perché preferiamo far vivere i testi di questo genere in modo più indipendente e libero.
Sulle vostre copertine compaiono affiancati i nomi degli autori di testo e di immagini. È una vostra decisione isolata o anche altre case editrici la adottano?
Lo fanno ormai tutti gli editori. L’illustrazione gioca infatti un ruolo sicuramente non secondario in un libro destinato all’infanzia.
A volte l’autore del testo e l’illustratore sono la stessa persona. Questo influisce sulle possibilità di pubblicazione di un libro? Se sì, perché e in che modo?
Che dire? Può essere un vantaggio, soprattutto perché si deve stendere un contratto in meno! Beh, no, a parte gli scherzi, è un fattore che non influisce più di tanto, almeno per me.
Presumo che il tipo e l’entità del compenso che spetta all’autore del testo e all’autore delle immagini sia di tipo diverso. O no?
Non esattamente. Dipende da molti fattori: dalla lunghezza del testo, dalla complessità delle illustrazioni, dalla maggiore o minore fama di autore e illustratore...
Sì, ma mi ponevo un problema specifico. Anni addietro, nel corso della presentazione presso l’Instituto Cervantes di Milano della mostra “A todo color”, che riuniva opere di 75 illustratori di libri per bambini e ragazzi, i partecipanti alla tavola rotonda lamentavano le difficoltà con cui dovevano confrontarsi gli illustratori in molti paesi d'Europa. Tra queste, il diritto di essere riconosciuti come autori, qualifica attribuita, con tutte le conseguenze di legge, solo agli scrittori delle storie e non agli operatori dell'immagine. Non so se da allora qualcosa sia cambiato in Spagna e altrove. In Italia l’illustratore gode o no dei diritti di autore?
Parlando in termini pratici: l'autore di un testo deve essere pagato in percentuale sul venduto, cioè con diritti d'autore, l'illustratore invece può scegliere se essere anch'egli pagato a percentuale oppure con un forfait. Optando per la seconda soluzione deve però cedere tutti i suoi diritti all'editore; quindi, qualora il libro diventasse un successo mondiale, gli introiti relativi alla parte delle illustrazioni spetterebbero all'editore soltanto. È un po’ la storia dell'uovo e della gallina.

In caso di traduzioni straniere di un testo, l’editore acquista i diritti sull’intero prodotto o solo sul testo scritto?
Noi finora abbiamo lavorato solo sul pacchetto completo: testo e illustrazioni insieme. È un po' un peccato dividere un'opera.
Quali modalità deve seguire l’autore di un testo solo scritto o corredato di immagini, nel sottoporre un suo lavoro al vostro giudizio?
Non ci sono regole precise. Siccome la nostra casa editrice non pubblica manuali di matematica, preferiamo lasciare una certa libertà agli autori e aspiranti tali, soprattutto in fase di ideazione e proposta.
Vi è mai capitato di avere a che fare con qualche soggetto difficile, per esempio con un autore di un buon testo scritto che pretendeva di illustrare direttamente il suo libro con effetti prevedibilmente disastrosi, o con un buon illustratore dalla scrittura scarsamente accettabile? Se sì, che situazioni si sono verificate e come sono state risolte?
Mah, le posso solamente dire che spesso la tecnica perfetta non è sinonimo di alta qualità dei contenuti. E noi preferiamo i contenuti.
Alcuni degli autori da voi pubblicati hanno ricevuto premi italiani o stranieri, per il testo o per le illustrazioni. Il fatto che si tratti di autori premiati influenza la vostra approvazione di una proposta editoriale che li riguardi?

Certo, se un autore pluripremiato ci contatta, la cosa ci interessa. Però le garantisco che io guardo al progetto che prima di tutto deve convincere me, poi al nome. Prova ne sia il fatto che può trovare molti esordienti totali nel nostro catalogo.
Qualche anticipazione sui programmi per il futuro? C’è qualcosa di particolare in cantiere?
Vorremmo continuare quel che abbiamo iniziato nel 2010 e cioè vendere all'estero i diritti dei nostri nuovi libri. Per ora abbiamo raggiunto Egitto, Turchia, Svizzera Francia, Cina e Taiwan… ma il mondo è così grande!

 Milano, 11 febbraio 2011

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